I miei Doni più Belli!
di Viola Nigro
Il mese più magico, dolce e anche un po’ teatrale dell’anno
Luci che brillano sugli angoli dei nostri borghi, l’odore di dolci appena sfornati e quella strana alchimia di nostalgia ed entusiasmo che ci fa tornare bambini, anche solo per un istante.
Dicembre non entra mai in punta di piedi: si presenta come un ospite elegantissimo, di quelli che appena varcano la soglia reclamano tutta l’attenzione. È il mese delle attese, dei bilanci, delle telefonate “ci vediamo prima delle feste?” che poi magari non ci si vede nemmeno, ma è il gesto che conta, no?
E mentre noi proviamo a inseguire lo spirito natalizio tra impegni, liste e la solita promessa di “l’anno prossimo inizio prima”, Dicembre, sotto sotto, ci chiede un’unica cosa: rallentare.
Rallentare per guardare davvero ciò che abbiamo. Per accorgerci delle persone che ci restano accanto. Per scegliere con cura ciò che doniamo, perché - al di là dei pacchetti - il vero regalo è il pensiero che ci metti, è l’attenzione, l’amore.. la cura.
Già, la cura.
La cura per le relazioni.
La cura per il nostro lavoro.
La cura per il territorio che ci ospita.
Tre cure, tre approcci.
La prima è personale, intima, quella che ci tiene in equilibrio.
La seconda è quella che ci fa sentire utili, realizzati, parte di qualcosa.
La terza - soprattutto per chi ha scelto un ruolo istituzionale - è la più complessa: rappresentare tutti, mettere da parte simpatie e antipatie, cooperare davvero. Unire, invece che dividere.
Perché la cura vera… non è da tutti. Il punto è che non tutti lo sanno!
E poi, diciamocelo: mentre noi discutiamo su panettoni, pandori, glitter e regali, esistono luoghi dove c’è una guerra in corso… dove si implora un pezzo di pane. Non per fare retorica, ma per ricordarci con lucidità, che la gratitudine è un dovere quotidiano. Ogni secondo è un dono, anche quando ce ne dimentichiamo.
Come ogni anno, anche questo dicembre vi lascio la mia lista dei 10 regali consigliati: non i più costosi, ma quelli che, secondo me, sanno arrivare dritti dove serve.
I MIEI 10 DONI più BELLI
1. Tempo senza notifiche
Un’ora regalata a qualcuno o a se stessi… senza telefoni, senza disturbi, solo presenza. Il tempo pieno è un dono raro. Scegliete voi come… un massaggio, una coccola, una cena.
2. Un libro, ma scelto personalmente
Non il bestseller del momento, ma un titolo che pensate davvero possa parlare a quella persona. I libri sono regali che continuano a lavorare anche quando li chiudi.
3. Una coperta morbida (e un invito a fermarsi)
Non un oggetto, ma un permesso: quello di stare, respirare, non correre. Le coperte insegnano la gentilezza.
4. Un’agenda
Non un semplice calendario, ma un compagno di viaggio. Un luogo dove annotare sogni, intenzioni, idee. Un’agenda è un invito verso un anno più consapevole.
5. Un tè o una tisana da bere insieme
Un gesto minuscolo che crea spazio per confidarsi. Le bevande calde sanno ascoltare.
6. Una foto stampata
Viviamo sommersi da immagini, ma nessuno stampa più nulla. Una foto scelta, stampata e incorniciata vale più di mille clic.
7. Una pianta
…a ricordare che le cose importanti crescono lentamente e che bere acqua è molto importante (quest’ultima non mi entra in testa!)
8. Un gesto di perdono (verso sé o verso qualcuno)
Non si incarta, non si infiocchetta, ma dal valore inestimabile che fa bene a chi lo riceve e cura chi lo dona.
9. Un gesto gentile (anche anonimo)
Una sorpresa lasciata nella cassetta della posta, un biglietto, un pensiero. I piccoli atti gentili salvano giornate, a volte vite.
10. Una promessa di esserci
Non sempre, non perfettamente: ma esserci davvero quando serve. È il regalo più grande che possiamo fare.
Auguro a tutti un mese pieno di calore, di lentezza scelta, e di quella magia che arriva solo a dicembre… ma che a volte resta con noi molto più a lungo.
E soprattutto, un mese in cui imparare - o reimparare - a volersi bene.
